Una nuova casa per Caritas. Il progetto in via Pisa un «polo» della carità operosa di tutti

Un primo passo concreto verso la realizzazione di una nuova sede per la Caritas diocesana. È quello compiuto pochi giorni fa, in occasione dell’incontro del Vescovo con i Parroci della Diocesi per aprire una riflessione su quel che potrà essere, nel futuro, la Caritas come realtà pastorale il cui primo compito è animare tutta la comunità cristiana alla carità.

Da molti anni, ormai, la Caritas diocesana svolge i suoi servizi in una parte del seminterrato del Seminario, con accesso da via Alfieri. Con sacrificio e disagio per coloro che vengono accolti e per gli stessi operatori e volontari (dal direttore al vice, a chi opera nel centro di ascolto, chi alla mensa, al reparto docce-vestiario, all’infermeria ecc…). Il bisogno di riorganizzare e razionalizzare gli spazi di Caritas aveva motivato la Diocesi a prendere parte all’avviso pubblico, approvato dalla Provincia nel 2014, per la concessione in uso gratuito dell’ex casa dello studente.

Dal momento dell’assegnazione dell’immobile, avvenuta nel settembre 2014, la Diocesi si è adoperata per avviare tutti i passaggi preparatori al recupero dell’immobile, in funzione delle attività e dei servizi che Caritas porta quotidianamente avanti per sostenere tante e differenti forme di povertà e di fragilità sociale. È proprio nel compiersi di questi passaggi che sono emerse le problematiche, che hanno indotto a proporre formalmente la risoluzione consensuale della concessione e della gestione dell’immobile. La risoluzione consensuale col Comune è stata definita nel febbraio dello scorso anno, a seguito di una valutazione bilaterale, da parte della Diocesi e del Comune, di improcedibilità dell’accordo stesso, per difficoltà tecniche, economiche e  gestionali. Accantonata questa strada, restava comunque la necessità di dare risposta ai bisogni di spazio di Caritas.

La risposta è stata trovata nell’individuazione di una struttura che era già in comodato d’uso alla Diocesi, in via Pisa, proprietà di una cooperativa agricola grossetana e dove in questi anni ha trovato spazio la Bottega della solidarietà. Verificata la disponibilità della cooperativa a vendere il bene e visto che dello stesso parere si sono mostrate anche le due proprietà confinanti, la Diocesi ha avanzato la richiesta di acquisto dell’intera area.

Ciò è stato possibile grazie all’impegno preso, a suo tempo, dall’economo diocesano, don Alfio Bambagioni, e grazie a due donazione giunte alla nostra Chiesa diocesana da due generosi benefattori originari di Ravi e di Tatti. A questo esito si è, inoltre, giunti, anche per mezzo di una permuta con la cooperativa San Rocco, proprietaria di una delle porzioni dell’immobile di via Pisa.

Quest’ultima, infatti, ha accettato di scambiare il fondo di via Pisa con l’immobile-deposito agricolo, che un tempo era stato adibito a cappella, in località il Cristo, da tempo in disuso, perché sostituita nelle funzioni di culto dalla chiesa parrocchiale realizzata a Casotto Pescatori. Nei giorni scorsi tecnici esperti hanno provveduto a recuperare dall’immobile del Cristo le suppellettili sacre ancora esistenti e una maiolica: si tratta del bel tondo collocato sulla facciata d’ingresso, raffigurante Cristo sofferente sulla croce. Sarà restaurato e collocato nella futura sede di Caritas, del cui progetto si iniziano a gettare le basi grazie allo studio Manusia.

La cooperativa San Rocco si è presa generosamente l’impegno a far costruire, accanto all’ex cappella, un’edicola, che mantenga il ricordo e la tradizione sacra del luogo.

Lunedì 11 novembre, memoria di san Martino, il vescovo Rodolfo ha, come detto, riunito i Parroci per comunicare loro tutti i passaggi che hanno portato a questo esito e per lanciare l’invito a coinvolgersi tutti in questo progetto. «Non sono i muri che fanno la Caritas – ha sottolineato – ma certamente una comunità cristiana, che cresce in sensibilità di attenzione e di servizi, ha necessità anche di spazi adeguati per rispondere ai bisogni di chi chiede la nostra carità».

L’incontro, a cui sono intervenuti anche il vicario generale, l’economo diocesano e il direttore di Caritas, è stato un momento utile a riflettere su questa vocazione dell’essere cristiano, che dall’amore di Dio e dalla vita di comunione, ha sempre visto nascere gesti e strutture di attenzione, cura, accoglienza. È un tema che riguarda tutti! «Il “progetto” messo in moto può essere l’occasione per riflettere per assumere decisioni, che coinvolgano cuore, mente e “tasca”», ha detto qualcuno.

Nell’incontro la condivisione si è allargata anche al ruolo e alla presenza preziosa delle Caritas parrocchiali e a un lavoro che esprima davvero un’anima, un modo di essere impregnato di Vangelo, che lo attui in opere e compia servizi di sussidiarietà, che sempre riemergono come bisogno. «Il tema – riflette il Vescovo – tocca tanti ambiti: da quello spirituale al sentimento di fraternità, alla giustizia, alla condivisione, alla formazione, al volontariato, alla programmazione necessaria e, al tempo stesso, alla capacità immediata di dare una risposta a chi è nel bisogno. Lo sguardo si allunga molto in avanti, ma continua ad aprirsi al presente. Con umiltà e generosità si è percepito anche la grazia di un’opportunità di impegno e di vita più intensa per tutti verso chi ci è fratello, verso ogni persona, famiglia, che ci chiede di essere vista e farci loro prossimi».

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