Gli ospiti della Caritas a tavola in Episcopio col vescovo Rodolfo – Giornata Mondiale dei Poveri 2019

«Il prossimo anno lo rifacciamo?». È stata la domanda che diversi, tra coloro che frequentano giornalmente la mensa di Caritas, hanno rivolto ai volontari, lunedì.
Il riferimento era al pranzo che domenica 17 novembre una venticinquina di loro hanno condiviso con il vescovo Rodolfo nel salone San Lorenzo del palazzo vescovile. Un gesto pensato per celebrare la terza giornata mondiale del povero e che ha visto anche papa Francesco, a Roma, commensale, in sala Nervi, con 1500 poveri che gravitano sulla Capitale.

A Grosseto i numeri sono più ridotti, ma il valore e il senso del gesto resta identico: offrire a coloro che tutti i giorni la Caritas (e quindi la Chiesa diocesana) serve, realizzando concretamente le opere di misericordia corporale, una domenica diversa, che li mettesse ancor di più al cuore dell’azione della Chiesa.

E così intorno alle 11.30 di domenica le porte del palazzo vescovile, sempre aperte ogni giorno anche per i tanti poveri che solitamente bussano al Vescovo, si sono ulteriormente aperte per questo gesto di comunione e di convivialità. Otto volontari della mensa hanno allestito la sala, apparecchiando e preparando il pranzo a base di antipasti, lasagne, roastbeaf con patate arrosto, frutta e dolce.

Tra i commensali anche diversi sacerdoti, che insieme al Vescovo, hanno condiviso questo particolare momento di fraternità.

È a tavola, infatti, che si vive la dimensione più autentica della convivialità, dell’amicizia, dello scambio.

«C’è stato un clima molto bello e familiare – sottolinea il vice direttore di Caritas, Luca Grandi – Per coloro che abitualmente frequentano la nostra mensa in via Alfieri, sapere di essere accolti nella casa del Vescovo è stato un gesto molto apprezzato. Ancor di più il fatto di non aver fatto clamore su questo momento».

Sì, perché la scelta è stata proprio questa: tranne che sul nostro settimanale (rif. Rinnovamento – toscanaoggi.it) , questo momento non è diventato notizia data in «pasto» a tutti. Non certamente per timore di chissà quali reazioni, ma proprio per evitare ogni tipo di inutile speculazione sulla pelle dei poveri. Peraltro quest’anno la giornata mondiale dei poveri, istituita tre anni fa da papa Francesco, coincideva con il 17 novembre, giorno in cui la Chiesa fa memoria di santa Elisabetta d’Ungheria, che, da regina quale era, si è fatta lei stessa povera e ha servito personalmente i poveri della Turingia, costruendo per loro il primo ospedale intitolato a san Francesco d’Assisi, canonizzato pochi anni prima. Altra circostanza: ieri le cattive condizioni meteo potevano far temere in una difficoltà a realizzare il pranzo. Invece è stata l’occasione per sperimentare la fraternità anche in questo senso.

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